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Museo Alpino
E' stato un grande onore per la nostra città ospitare nei giorni 10-11-12-13 luglio 2003 un'importante manifestazione in frazione Fucine, conclusasi con l'inaugurazione del Museo Alpino della Città di Darfo Boario Terme. I gruppi ANA, con giustificato orgoglio e legittima soddisfazione, hanno raccolto materiale pregevole e predisposto un coinvolgente allestimento. Avvenimenti, luoghi, volti di militari e comandanti, scene di vita nelle trincee, sono illustrati da fotografie, uniformi ed armi di vario tipo. Il Museo ha infatti lo scopo di ricordare a tutti i cittadini, ai visitatori, alle giovani generazioni, la dedizione, i sacrifici, gli atti di eroismo che le Truppe Alpine hanno sempre offerto alla Patria, tanto in tempo di guerra che in tempo di pace, nei molteplici interventi umanitari in soccorso a popolazioni civili in Italia come all'estero.
nbsp;I cimeli e i documenti esposti nel museo devono essere visti, a mio avviso, non solo come documentazione storica, ma devono suscitare nel visitatore il ricordo del sacrificio di tanti uomini e costituiscono un momento di riflessione sulle atrocità della guerra che, come recita all'articolo 11 la nostra Costituzione, deve essere sempre ripudiata come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Nel piano seminterrato è stata inoltre allestita una mostra fotografica dedicata alla vita ed alle opere di Don Pino Mozzoni, per moltissimi anni stimato parroco di Fucine e da sempre legato alla tradizione alpina.
 Il lavoro finora svolto vuole essere solo l'inizio di un lungo percorso; nuovi cimeli arricchiranno il Museo e nuove iniziative per coinvolgere soprattutto studenti e giovani verranno proposte sia dall'Amministrazione Comunale e dal Comitato. Invito quanti siano in possesso di cimeli o ricordi "alpini" a donarli al Museo, contattando i Gruppi Alpini di Darfo e Fucine. Colgo l'occasione per ringraziare i Gruppi ANA di Darfo e Fucine, gli alpini di tutte le frazioni di Darfo Boario Terme e tutte le persone che in diverso modo hanno collaborato e prestato il loro prezioso aiuto e contributo, permettendo di inaugurare il Museo degli Alpini. Si ringrazia il Presidente del Museo, Tenente Generale Roberto Scaranari, i Comandanti e gli Ufficiali che hanno creduto nell'iniziativa ed hanno generosamente donato numerosi e preziosi reperti bellici.
 La Santa Messa è stata celebrata da S. E. Mons. Francesco Beschi, Vescovo Ausiliario di Brescia, a cui va il mio personale ringraziamento. Ringraziamo inoltre tutti i componenti del Comitato d'Onore, tra cui S.E. il Prefetto di Brescia Dott.ssa Annamaria Cancellieri, il Presidente della Provincia di Brescia Arch. Alberto Cavalli e il Maggiore Pasquale D'Amaro dell'Arma dei Carabinieri che hanno voluto essere presenti a questa manifestazione. Un plauso al Coro Vallecamonica del Gruppo ANA di Darfo Boario Terme, alla Banda Cittadina di Darfo Boario Terme e alla Fanfara della Brigata Alpina Taurinense che hanno entusiasmato con le loro esibizioni. Un ringraziamento a tutta la Comunità di Fucine ed al suo Parroco Don Danilo Vezzoli per il grande impegno e lavoro profuso per la perfetta riuscita dell'iniziativa. L'Amministrazione Comunale sarà degna custode delle testimonianze storiche raccolte in questo museo e spero sia l'inizio di una lunga sinergia tra il museo e il visitatore, uno come conservatore l'altro come fruitore di storia.
DA VISITARE:
 Numerose sono le case patrizie che si trovano, in parte restaurate, in parte completamente rifatte nelle varie frazioni del comune. Questo a testimonianza dell'importanza che nei secoli hanno avuto le varie componenti amministrative locali che poi sono confluite tutte nel comune di Darfo Boario Terme. Per molti secoli in centro più importante fu sicuramente Montecchio, sia per il castello (rocca dei Federici, di cui restano soltanto il basamento di una torre, il sotterraneo a volta ed i presunti imbocchi di due strade sotterranee. Su una pietra è incisa la data 1290) sulla collinetta Monticolo, posta al centro della Valle Camonica sia per il Ponte di Montecchio, monumento nazionale. Progettato dal Cifrondi nel 1686, richiama probabilmente l'antico ponte medievale. Fatto di granito, poggia su due scogli delle rive opposte in un'ansa del fiume Oglio. Sul muro perimetrale esterno di Casa Vitali a Fucine vi è un affresco attribuito a Pietro da Cemmo. A Erbanno si nota, nella parte centrale del paese, in posizione dominante il Palazzo Federici, con tre portali, su uno dei quali spicca la data 1585. Tra le altre una finestra è di una costruzione antecedente sempre della famiglia Federici ed è databile 1484. Al suo interno un caminetto rinascimentale di forma poligonale e un soffitto con 36 tavolette di legno dipinte con busti di personaggi maschili e femminili e figure simboliche. Alcuni affreschi del 1400 sono attribuiti alla scuola del da Cemmo. Sempre ad Erbanno fa bella mostra, a contorno del caratteristico centro storico, Casa Ballardini (oggi De Michelis) che si distingue per un leggiadro e snello doppio loggiato. Lo stemma della famiglia Ballardini si nota nella loggia inferiore che è sorretta da capitelli del 1400. Il tutto si appoggia su colonne ornate che confluiscono nel loggiato superiore adorno di una bifora decorata. Famosa all'interno una stanza con affreschi del 1600 chiamata: "la stanza del vescovo" in cui si racconta che soggiornò il cardinale Borromeo nella sua famosa visita pastorale in Valle Camonica. Su portale di Palazzo Barbieri compare lo stemma della famiglia Federici, antica proprietaria. Si distingue per un bel loggiato a leggere colonne. A Gorzone il Castello Federici, si può notare scendendo lungo la tortuosa strada che porta ad Angolo Terme. Arroccato su una collina posta strategicamente al centro della stretta valle del Dezzo è privo di torri e mura difensive a causa dei numerosi lavori e modifiche apportati dalla famiglia Federici che per secoli ne fu proprietaria.
 Edificato intorno al 1160 come torrione abitato dai nobili bergamaschi Brusati, dai quali dovrebbero poi discendere tutti i numerosi rami della famiglia Federici, ebbe notevole importanza anche militare vista la sua collocazione a difesa delle strette via d'accesso alla Val di Scalve e alle Valle Camonica.. Nel 1288 fu assediato e danneggiato dalle truppe inviate dal comune di Brescia. Sull'ingresso compaiono un'aquila, gli stemmi dei Federici ma anche quello degli Scaligeri da quando le due famiglie si imparentarono con un matrimonio. All'interno vi sono sale decorate con soffitti a cassettone e caminetti artistici. Nel primo cortile un loggiato, un pozzo, una scala in pietra simona e una porta di forma ogivale. Nel secondo cortile due loggiati che si contrappongono sui due lati. In una sala è conserva una galleria di ritratti dei Federici. Nel parco, che circonda l'edificio principale vi è una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, cappella privata dei Federici, con affreschi, una Natività del '600 e un paliotto d'altare di Giuseppe Picini. Sempre a Gorzone è ben conservato Palazzo Minini (ex Federici), con due mascheroni ai lati del portale, presenta archi e colonne, ringhiere in ferro battuto. Sono presenti anche i resti di una torre. In una sala da segnalare un soffitto ligneo a tavolette ed antichi affreschi, oltre ad un camino in pietra di Sarnico datato 1520. Era ancora una dimore dei Federici di Gorzone Palazzo Rizzonelli, in stile cinquecentesco, che fu edificato sul luogo di sepoltura degli appestati del 1575 e del 1630, contiene per questo oltre a degli affreschi anche degli ex voto. A Pellalepre la Chiesa di San Bernardo fu eretta nel luogo in cui sorgeva la più antica chiesa dedicata a San Defendente. Oltre ad affreschi attribuiti a Giuseppe Teosa compaiono tracce di un affresco del 1200 e di un altro affresco del 1400 raffiguranti San Bernardo. Sono presenti dipinti del Foppa: Madonna in trono datato1498. Dipinto nel 1605 un Cristo, la Vergine e San Francesco e ad olio un'Immacolata. La Parrocchiale di Fucine fu costruita nel 1600 e dedicata alla Visitazione. Anche in questo tempio è presente un dipinto dell'Immacolata. Sono dell'800 alcuni affreschi di Giuseppe Teosa. Oltre ad alcuni dipinti del Corbellini sono degne di nota due statue del Ramus ed un paliotto attribuito al Fantoni. La Parrocchiale di Corna è stata affrescata dal Longaretti e contiene un gruppo bronzeo di Timo Bertolotti, una pala del Gasparini e alcune statue di artigiani della Val Gardena.
 La Chiesetta del Sacro Cuore è a Corna e sulla facciata esterna, sopra il portale, è posta una lapide in cui sono elencate i morti del disastro del Gleno: al suo interno c'è un affresco a ricordo di questa immane tragedia che il primo dicembre 1923 fece 500 vittime. A Boario Terme:Tempio Madonna degli Alpini: opera dell'architetto Vittorio Montiglio, fu voluto da Don Guido Turla, cappellano degli Alpini nella campagna di Russia. Il tempio è dedicato alla memoria di tutti i caduti. Venne inaugurato il 28 settembre 1957. Sul frontale troneggia una Madonna in bronzo, coperta di oro zecchino. I portali del santuario sono costituiti da sei battenti di rame sbalzato di Maffeo Ferrari di Ponte di Legno. Sotto il pavimento vi è il sacrario dei caduti e dei dispersi; nel centro una scultura in marmo con una figura che abbraccia un soldato morente.
 Nella piccola frazione di Sciano c'è la Chiesetta della Natività della Vergine. Risale al 1500 ma suo portale è datato 1722. Degne di nota le statue, in legno laccato, dei santi Rocco e Sebastiano. La Parrocchiale di Angone è dedicata a San Matteo, sono presenti alcune statue in legno, una tela di Antonio Paglia e una Sant'Anna e Maria Bambina del 1500. A Capo di Lago, sulla sponda del lago Moro che si affaccia sulla bassa Valle Camonica svetta la Chiesetta di Sant'Apollonia. Un piccolo portico conduce verso un portale seicentesco di arenaria. Risalirebbe al 1600 l'affresco che abbellisce l'esterno. La Chiesa di San Giuseppe nella frazione di Bessimo Superiore conserva alcuni affreschi del 1700 ed una tela di Domenico Nasino. · A Darfo: la Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita (parrocchiale vecchia) risale al 1600 e tra le varie opere d'arte in essa contenute ricordiamo la Pietà di Palma il Giovane e la Madonna col Bambino attribuita ad Andrea Celesti, una Madonna della Pietà attribuita al Paglia e una Madonna col Bambino di Grazio Colossali. Un Battesimo di Gesù è attribuito al Corbellini. Sono visibili anche degli affreschi di Pietro Scalvini e Giuseppe Teosa e una pala del Guadagnini. L'altare è del Fantoni o della sua scuola.
 Negli anni '80 sono stati scoperti degli affreschi del 1500 nella piccola e nascosta Santella del Cappellino, a Darfo. Un Crocifisso ligneo di fine 1600, attribuito a Sante Callegari il Vecchio è la maggiore opera della Nuova parrocchiale di Santa Maria a Darfo e sempre nella stessa frazione c'è la Chiesetta del monastero del Sacro Cuore che contiene una Visitazione attribuita a Sante Cattaneo e un San Francesco di Sales del Savanni. La Parrocchiale di Santa Maria Assunta, a Montecchio fu edificata nel 1600 sulle macerie della antica sacrestia della antica chiesa parrocchiale precedente che fu distrutta dall'immane disastro del 1471.Della antica chiesa rimane solo una finestra quattrocentesca. Sempre a Montecchio è più nota la Chiesa detta "dell'Oratorio". E' monumento nazionale e la sua cappella era il portico d'ingresso dell'antico cimitero. Le arcate furono invece malamente murate ed affrescate in un restauro del 1400. Sulla parete laterale esterna vi sono tracce di un grande affresco del Giudizio Universale. All'interno, della scuola del Da Cemmo, danneggiata dall'apertura di una finestra si nota una Crocifissione. Sulla volta invece compaiono Apostoli, Evangelisti, Diaconi e una Madonna col Bambino. A dimostrare che Erbanno fu importante comune indipendente vi sono numerosi edifici religiosi di notevole rilevanza come la bella e armoniosa è l'Antica parrocchiale di San Martino. Fu certamente edificata dai benedettini francesi ma nel 1700 fu ridotta a semplice cappella. Del vecchio edificio sono visibili, a fianco della ex statale e a confine con la diramazione stradale per Erbanno, il recinto dell'ex cimitero e il caratteristico campanile quadrato romanico-lombardo. Questo è distinto da quattro bifore (una per lato) e una leggera copertura a piramide. Il portale che adesso è parte integrata del perimetro esterno è in pietra simona. Una lapide è dedicata ad Abramo Federici a dimostrazione che la chiesa fu cappella di famiglia e su ordine degli stessi Federici fu affrescata nel 1400 da Michelino da Besozzo con figure di Profeti, Pantocrator, Evangelisti, Padri della Chiesa, Annunciazione, Crocifissione, San Michele, San Martino, Vergine in trono, Sant'Anna, San Francesco, Cristo nel sepolcro, San Bernardino e Sant'Antonio abate. La Parrocchiale di San Rocco che conserva un antico quadro di San Giovanni Battista, oltre a una Morte di San Giuseppe e una pala del Barbello presenti anche numerosi affreschi attribuiti all'Orelli. L'organo sarebbe opera del Grigolli. La Chiesa di San Gottardo, nel vecchio centro abitato di Erbanno, è dtata 1600. Sulla facciata troneggia un elegante portale con sopra lo stemma francescano. All'interno alcuni affreschi recentemente riaffiorati che risalgono a epoche precedenti come si rileva dalla struttura del presbiterio. Anche nella Chiesetta di San Valentino sono visibili alcuni antichi affreschi. Anche la Chiesa di Santa Maria del Restello contiene affreschi del 1530 attribuiti a Callisto Piazza: Assunzione di Maria, Decapitazione di San Giovanni e Vita di San Giorgio.
 A Gorzone la Parrocchiale di Sant'Ambrogio fu eretta sul perimetro di una precedente chiesa di cui sono ancora visibili un affresco (Maternità), oltre ad una piccola parte di un altro antico affresco del '400 (Madonna in trono che allatta il Bambino). Sul fianco destro è ricavato il portale rinascimentale in arenaria rossa datato 1514. Sul lato prospicente la strada statale che sale verso la Val di Scalve è ben visibile il Mausoleo Federici e un'edicola (del 1336) contenente un sarcofago in rossastra pietra simona con un'iscrizione. E' la tomba che fu fatta erigere per ospitare le spoglie di Isonno Federici morto nel 1936 e venne realizzata ad opera dei maestri Betacino di Terzo e Betono di Borno. La parrocchiale a fine Cinquecento era ancora adibita a luogo di sepoltura dei Federci di Gorzone (uno dei rami storicamente più importanti). All'interno vi sono affreschi del Teosa (1806) e vi è conservata una piccola tela di San Bernardino attribuita a Giovanni Chizzoletto e una pala del Guadagnini (Trinità e i Santi Ambrogio ed Agostino). Gli altari in marmo sembra siano stati copiati da modelli di Andrea Fantoni, nel cui stilò è considerato un Cristo deposto del 1700. Uno degli altari è invece attribuito al Ramus.